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"Anna Karenina" di Lev Tolstoj

"Anna Karenina" di Lev Tolstoj
Anna Karenina
Anna Karenina

Ho amato questo libro.

Trattandosi di un capolavoro della letteratura russa, forse sarebbe stato più indicato introdurre il romanzo dando qualche informazione circa il contesto storico in cui è stato scritto e fare anche qualche commento sull'autore, ma mi ha così appassionata che lo ripeto: ho amato questo libro.

Fa parte di una sorta di trilogia sull'adulterio o sul matrimonio nel 1800, insieme a "Madame Bovary" (che continuo a pubblicizzare e consigliare) ed "Effi Briest" (altro ottimo libro), e come gli altri due romanzi racconta la storia di una donna che trova l'amore al di fuori del matrimonio.

Ma questi romanzi non raccontano "banali" storielle d'amore, perché riescono a darci una visione della società del loro tempo, condannando l'ipocrisia della classe borghese e denunciando la condizione femminile.

Perché Anna, la dolce e affascinante protagonista, è una donna moderna che si innamora di un uomo pur essendo già sposata, e non chiede altro che ciò che molte donne danno per scontato oggi: la libertà.

Libertà di amare, di essere felice, di scegliere con chi desidera passare la sua vita.

Ma questa libertà è possibile solo ad un prezzo altissimo: Anna perde la reputazione di "donna onesta", così come tutte le sue amicizie altolocate e gli agi della posizione sociale del marito, dal quale non riesce ad ottenere il divorzio nemmeno quando mette al mondo la figlia avuta con l'amante.

Anna ama Vronskij, l'uomo che l'ha rovinata, con tutta sé stessa, è incapace di restare lontana da lui anche se sa di poterlo frequentare solo in clandestinità, sembra che questo amore malato sia una droga, ma io credo che lei ami più che altro ciò che lui rappresenta: la libertà.

Ovviamente, Vronskij non può e non vuole darle la libertà, vuole anzi che ottenga il divorzio per poterla sposare, intrappolandola nuovamente in un mondo di doveri, che, benché caratterizzato dall'amore reciproco, non è molto diverso da quello da cui Anna è scappata, ma lei in lui vede la prima persona che ha scelto coscientemente e liberamente di avere nella sua vita.

Anna si è sposata troppo giovane con uomo troppo vecchio e che non amava, per questo vede in Vronskij la salvezza, e si sente viva solo quando è con lui, possiamo quindi noi, lettori, condannarla per questo?

Io proprio non ci riesco: Anna, come tutti noi del resto, ha il diritto di cercare di essere felice.

Molti sanno già che fine farà questa eroina, ma per non rovinare la sorpresa a chi ne fosse all'oscuro, non commenterò il finale.

Senza sbilanciarmi troppo: ho sentito la necessità di scrivere un finale alternativo.

Certo, sarebbe bello avere la maestria di Tolstoj, che riesce a caratterizzare i personaggi con poche parole, quelle giuste, e che sa intrecciare storie diverse, approfondendo le descrizioni anche dal punto di vista psicologico, mostrando una sensibilità abbastanza rara.

In questa recensione ho tralasciato molte cose, ma fare un riassunto di un libro simile mi sembrava inutile e impossibile, perché ogni dettaglio lo rende prezioso e inimitabile, forse è una peculiarità degli scrittori russi riuscire a dare tante informazioni e descrivere in modo così vivido senza mai annoiare il lettore.

Parlando di scrittori russi, consiglio anche Nabokov con"Lolita", che con "Anna Karenina" non ha molto in comune ma resta un ottimo romanzo.

Al prossimo libro!

Non ho forse cercato con tutte le mie forze di trovare uno scopo alla mia vita?
Non ho forse provato ad amarlo, ad amare mio figlio quando già non potevo più amare lui?
Ma è venuto poi il momento in cui ho compreso, in cui non mi è stato più possibile ingannare me stessa, in cui ho sentito che ero viva, che non avevo colpa se Dio mi aveva fatta così per l'amore e per la vita.

"Anna Karenina" di Lev Tolstoj

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