Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

"Il giardino delle parole" di Makoto Shinkai

Il Giardino delle Parole
Il Giardino delle Parole

Con questo film sono stata introdotta al mondo degli anime giapponesi, impropriamente identificati dall'italiano/europeo medio come "cartoni animati".

Impropriamente perché gli anime sono il prodotto di una lunga tradizione giapponese, che conferisce all'immagine disegnata una grandissima importanza, e non sono dedicati solo ai bambini ma anche agli adulti. Diciamo che, sì, effettivamente sono cartoni animati, forse però sono un po' più seri, più profondi.

Hanno la dignità di un film, anche se i personaggi sono disegni nati della fantasia di un artista e non attori selezionati da un regista, e non l'avrei potuto dire senza guardarne almeno uno, condizionata dall'idea che potessero essere solo cretinate.

Devo dire che questo anime mi è piaciuto veramente tanto, per lo stile dei disegni, per la musica e, ovviamente per la sua trama.

Piccola avvertenza: fazzoletti a portata di mano. Durante i titoli di coda ho pianto come una fontana.

La storia racconta di un ragazzo, Takao, che sogna di fare il calzolaio e ogni tanto va a disegnare scarpe in un parco marinando la scuola.

Proprio al parco incontrerà la signorina Yukari, che scoprirà essere una professoressa della sua stessa scuola, accusata da alcune studentesse di avere avuto una storia con un allievo.

Gradualmente il rapporto tra i due si evolve, e Takao si accorge di essere innamorato di questa donna tanto più grande di lui, e che in più momenti da l'impressione di aver avuto trascorsi piuttosto burrascosi (questo però l'ho supposto io da alcuni commenti di lei).

Un po' banale forse? Sì, sì, lo so che la storia d'amore prof-studente si è vista e rivista, in tutte le salse, da tutti i punti di vista e in tutte le epoche, però...

Però "Il giardino delle parole" mi ha dato qualcosa in più del solito filmetto, forse per le splendide musiche, forse perché riesce a dare l'illusione dell'amore in modo così potente da farlo sentire anche a chi sta guardando.

Mi sentivo parte della storia, era come se la stessi vivendo io, forse mi è piaciuto tanto perché riesce a creare un'illusione così perfetta che anche chi non è mai stato innamorato potrebbe sentirsi coinvolto.

Siamo portati a parlare di "cartoni giapponesi" storcendo il naso, io non posso dire di essere appassionata di anime (e nemmeno di manga, che sarebbero i fumetti), questo film mi piace non perché è un anime: perché è proprio bello e commovente, tanto che solo ripensarci mi fa sentire l'eco delle emozioni che provavo guardandolo.

Dura veramente poco, ma io nemmeno me n'ero resa conto, per me poteva essere durato quattro ore come venti minuti, ero così assorta che non mi rendevo davvero conto dello scorrere del tempo, e solo tempo dopo averlo visto mi è stato fatto notare che dura solo una quarantina di minuti (quaranta minuti così intensi che giurerei di aver trascorso mezza giornata a guardarlo).

Mi ha lasciato con la voglia di sapere di più sui personaggi, forse è questa curiosità (che cosa ne sarà stato poi, della signorina Yukari?) che mi fa realizzare quanto mi è piaciuto vederlo.

Spero di avere interessato anche voi, provate a guardarlo e a dare una possibilità ad un "cartone giapponese" andando oltre le apparenze!

Su