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"La Coscienza di Zeno" di Italo Svevo

Ho voluto leggere questo libro perché l'ho studiato a scuola, e la figura di Zeno Cosini, il protagonista, mi ha molto incuriosito.

Questo romanzo compare nella maggior parte dei programmi di letteratura italiana, e mi sembrava necessario conoscerlo nonostante io non sia un'amante della nostra letteratura, forse si può proprio dire che non la considero.

L'autore è molto affezionato alla tipologia di personaggio inetto, e lo è infatti il suo protagonista Zeno, che per tutto il libro analizza sè stesso in un diario, sotto la guida un dottore che poi, come dice nella prefazione, lo pubblica per fargli dispetto quando questi si sottrae alle cure e smette di scrivere.

Interessante è questa visione del medico che fin dall'inizio si presenta come un personaggio negativo, e la figura stessa del medico, che ricomparirà in tutto il romanzo, non sarà mai vista di buon occhio dal protagonista.

Ho sentito che questa visione dei dottori, e la sfiducia nella psicanalisi in particolare, derivano da un'esperienza diretta di Svevo, il cui cognato si era sottoposto alle cure di nientemeno che Sigmund Freud ma aveva comunque finito per suicidarsi... una storia curiosa.

Il romanzo si divide in capitoli tematici, ognuno riguardante un aspetto della vita di Zeno e non è sempre rispettato l'ordine cronologico, il narratore è il protagonista che in tarda età propone un resoconto della sua vita e ne tira le somme.

Zeno è l'ultimo e il più famoso di una serie di inetti, che riesce però a superare le sue imperfezioni prendendone coscienza, l'inquietudine che gli provoca il suo stato di inetto o malato lo porta a desiderare un cambiamento e ad essere sempre pronto ad un'evoluzione pur di diventare sano.

Anche se è un mattone, vi consiglio di provare a leggerlo!

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