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"Monsieur Ibrahim e i fiori del corano" di Eric E. Schmitt

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Autore:
Eric Emmanuel Schmitt


Tre aggettivi: dolce, sentimentale, psicologico


Regia: Omar Sharif, Pierre Boulanger


Anno: 2003


Perchè leggerlo? Propone un nuovo modo di vedere la vita, una filosofia che però non dovrebbe essere abbracciata solo da musulmani che posseggono un corano. Tutti potremmo vivere felici come monsieur Ibrahim, se solo sapessimo cosa dice "il nostro Corano".

Inizio in medias res, che ti fa continuare a leggere incollato alle pagine.
Ambientato nella Parigi degli anni '60.
Momo ha solo tredici anni quando per fare dispetto a un padre egoista e assente.
Momo fa tutto in casa: si occupa della cucina, fa la spesa, si occupa del bucato.
Il padre però continua a maltrattarlo perchè non è all'altezza del fratello maggiore, Popol, che Momo non ha mai conosciuto.
Momo s'incammina su una pessima strada e comincia a rubare scatolette nella bottega "dell'arabo", ovvero monsieur Ibrahim.
Monsieur Ibrahim gli spiega che però lui non è arabo ma solo musulmano e che arabo in rue Bleu, che poi non è blu, significa "bottega aperta dalle otto del mattino a mezzanotte, anche la domenica" e che il sorriso non è per chi è felice, ma che ti rende contento. Monsieur Ibrahim trova tutte le risposte che gli servono nel suo corano e i principi che segue non sono sempre e solo musulmani ma potrebbero essere abbracciati da tutti, indifferentemente dalla religione.
A lieto fine.
Il film è veramente gradevole da guardare e il regista arricchisce con svariate scene il breve romanzo di Schmitt.
Da guardare, è adatto a tutti.
E ricordate...
...sorridere rende felici!


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