Venerdì 18 settembre 2009
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15:47
Autore: Khaled Hossaini
Tre aggettivi: drammatico, coinvolgente e assolutamente trascinante.
Perchè leggerlo? Per conoscere culture diverse e rifarsi, insieme alle protagoniste, delle ingiustizie subite.
Due vite, vite di donne, storie di giovani ragazze Afghane.
Mariam, che ha vissuto da sola con la madre in una
kolba in cima alla montagna della bella Herat, città di poeti e artisti. L'unica persona che sembra amarla è il padre, Jalil. Mariam è
una
harami, una bastarda, figlia di ricco uomo d'affari e della sua serva. E' rinchiusa nella
kolba per nascondere al mondo l'errore del padre. La madre è gravemente malata e vive
nel rancore verso gli uomini e la vita. Ripete a Mariam che l'unica abilità che le serve è quella di saper sopportare e che non le sarebbe servito frequentare la scuola perchè sarebbe stato come
lucidare una sputacchiera.
Laila, la bambina dalla chioma d'oro amata dalla sua famiglia: la madre Fariba, esagerata nella sofferenza come nell'euforia e il timido padre Hakim, ex professore universitario che alla sera le
insegna come svolgere problemi di matematica e i due fratelli, Ahmad e Nur, partiti per la
jihad come
mujahidin quando lei aveva solo due anni. Ma il suo vero fratello è vivo ed è
accanto a lei. Tariq, il figlio del carpentiere, si fa largo zoppicando tra i prepotenti e protegge Laila brandendo la gamba finta come una sciabola.
Queste due donne sono diverse, ma accomunate dalla stessa miseria, in una Kabul devastata dai Signori della Guerra, schiave di un marito che non le lascia uscire se non coperte dal burqa e che
prega costantemente di avere un figlio maschio. E' impensabile che una donna partorisca una bambina senza che ci siano ripercussioni nella sua vita domestica.
Per quanto vi sembri un libro troppo carico di sofferenza e pesante da leggere, lo consiglio a chiunque.
Per giudicarlo aspettate il gran finale.
Buona Lettura!