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"Mille splendidi Soli" di Khaled Hosseini

Autore: Khaled Hosseini

Tre aggettivi: drammatico, coinvolgente e assolutamente trascinante.

Perchè leggerlo? Per conoscere culture diverse e rifarsi, insieme alle protagoniste, delle ingiustizie subite. 


Due vite, vite di donne, storie di giovani ragazze Afghane.
Mariam, che ha vissuto da sola con la madre in una kolba in cima alla montagna della bella Herat, città di poeti e artisti. L'unica persona che sembra amarla è il padre, Jalil. Mariam è una harami, una bastarda, figlia di ricco uomo d'affari e della sua serva. E' rinchiusa nella kolba per nascondere al mondo l'errore del padre. La madre è gravemente malata e vive nel rancore verso gli uomini e la vita. Ripete a Mariam che l'unica abilità che le serve è quella di saper sopportare e che non le sarebbe servito frequentare la scuola perchè sarebbe stato come lucidare una sputacchiera.
Laila, la bambina dalla chioma d'oro amata dalla sua famiglia: la madre Fariba, esagerata nella sofferenza come nell'euforia e il timido padre Hakim, ex professore universitario che alla sera le insegna come svolgere problemi di matematica e i due fratelli, Ahmad e Nur, partiti per la jihad come mujahidin quando lei aveva solo due anni. Ma il suo vero fratello è vivo ed è accanto a lei. Tariq, il figlio del carpentiere, si fa largo zoppicando tra i prepotenti e protegge Laila brandendo la gamba finta come una sciabola.
Queste due donne sono diverse, ma accomunate dalla stessa miseria, in una Kabul devastata dai Signori della Guerra, schiave di un marito che non le lascia uscire se non coperte dal burqa e che prega costantemente di avere un figlio maschio. E' impensabile che una donna partorisca una bambina senza che ci siano ripercussioni nella sua vita domestica.
Per quanto vi sembri un libro troppo carico di sofferenza e pesante da leggere, lo consiglio a chiunque.
Per giudicarlo aspettate il gran finale.
Buona Lettura!

 

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Voce Libera 11/27/2011 19:27


Sono d'accordo: simili finali possono infondere speranza. Personalmente, però, credo che un finale diverso sarebbe stato più coerente dal punto di vista narrativo e sarebbe stato anche più utile
sul piano politico: avrebbe sottolineato ancora di più la tragedia immane di quel paese, che invece rischiamo di sottovalutare. Ma naturalmente è un mio giudizio assolutamente personale.

Voce Libera 11/26/2011 16:39


Di questo libro, come del "Cacciatore di aquiloni", mi sono piaciute molto le atmosfere afghane, ricreate in modo tale da permetterci quasi di sentire le voci, di vedere i colori, di percepire
gli odori... Proprio i finali, però, mi hanno deluso: troppo positivi per essere realistici.

Ariel 11/27/2011 10:04



E' vero che i finali sono inverosimili, ma forse mirano a infondere speranza ed ottimismo. A me è piaciuto molto e credo che se il finale fosse stato meno edulcorato non avrei conservato un buon
ricordo. 



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