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"La rivolta della Amistad" di Barbara Chase Riboud

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Autore: Barbare Chase Riboud

Tre aggettivi: lento, ripetitivo, empatico e straziante.

Perché leggerlo? Per conoscere la storia.

 

La storia ha un grande valore, parla della schiavitù, di sofferenze che uomini innocenti hanno subito in passato, di libertà negate, di un lungo e straziante processo con giurie che spesso sembrano propendere per i criminali.

 

Ma facciamo un passo indietro: siamo nel 1839, due marinai vanno in cerca di schiavi. La legge stabilisce che dopo il 1820 è illegale deportare schiavi, che si possono solo vendere quelli che sono approdati a cuba prima di tale data.

Trama complicata, ma solo in alcuni passaggi interessante e coinvolgente.

Spesso ho provato tanta pena per i prigionieri dell'Amistad, che poi è la nave su cui questi uomini viagiano, da non aver voglia di andare avanti a leggerlo.

Sarà che non è facile rendere interessante un romanzo di questo genere volendo riportare con esattezza come si siano svolte tutte le varie procedure giuridiche, ma non era interessante nemmeno quello.

Tutto scritto con un ritmo lento, mi domandavo quando avesse intenzione di arrivare al punto.

L'autrice si sofferma su dettagli inutili, che sembrano solo atti ad allungare il brodo.

 

Non ne consiglio la lettura se non per scopi didattici e per chi abbia un particolare interesse storico, poiché i suddetti dettagli non sono funzionali alla storia, allentando la necessaria tensione e facendo accrescere l'aspettativa, delusa, di un'azione quasi assente.

E' giusto che la narrazione costruita su base storica, che non vuole essere romanzata, sia corredata di dettagli, rifacendosi a eventi realmente accaduti, ma ugualmente non si dovrebbe indugiare nelle inutili ripetizioni.

L'autrice probabilmente rimane fedele alla storia ma, ad eccezione della compassione che evoca con l'abominio della schiavitù, non cattura l'attenzione né alimenta l'interesse.

AmistadFilm.jpeg

Regia: Steven Spielberg

Interpreti:Morgan Freeman, Nigel Hawthorne, Anthony Hopkins, Djimon Hounson

 

Il film di Spielberg, essendo riassuntivo, è godibilissimo benché anch'esso straziante come lo sono tutti i film che ci fanno vedere ingiustizie di una tale entità.

E' aderente al libro e la sceneggiatura è molto curata, non incorrendo però negli stessi ritmi lenti del romanzo.

Anthony Hopkins riceve una nomination per la sua interpretazione del Presidente degli U.S.A., con un discorso molto toccante sull'uguaglianza, che poi farà la differenza nel verdetto finale.

 

 

Ecco cosa avevo scritto durante la lettura - è quel che riporto in fondo alla pagina nella sezione "work in progress"

 

Non volevo leggerlo inizialmente ma per esaminare meglio una questione legata a un test di diritto mi è stato prenotato in biblioteca a mia insaputa ed è così giunto a casa.

Avevo visto il film diretto da Spielberg e tratta il tema della schiavitù così bene che procura un dispiacere ed una sofferenza dalla quale si ha voglia di fuggire. Eppure...

Bisogna conoscere, lasciare che questo drammatico romanzo ci tenga incollati e ci dia una lezione.

Quando ci sentiamo superiori agli altri dobbiamo renderci conto che un sentimento del genere ha portato, in passato, degli uomini a maltrattarne altri.

Si elencano torture a sangue freddo e una spietatezza disumana...

Il romanzo si rifà a eventi storici e tratta il tema della schiavitù che è stata abolita..., ma siamo proprio sicuri che in questo mondo gli uomini siano arrivati ad essere tutti liberi? 

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