Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

"Castelli di rabbia" di Alessandro Baricco

Tre Aggettivi: superficiale, ripetitivo, volgare

Perché leggerlo? Per criticarlo come sto per fare. Oppure perché un prof ve l'ha assegnato, e in quel caso mi spiace per voi.

E' il primo romanzo di Baricco, e chi non avesse letto nient'altro di suo credo arrivi a sperare che sia anche l'ultimo.

Grazie a Dio nei libri successivi migliora.

Ma comunque.

Il "ma comunque" lo prendo da questo romanzo: è pieno di inutili intercalare: "cioè,la cosa era complicata". Lo stesso più volte nella stessa pagina. Se avessi letto questo romanzo in formato libro e non con l'e-book, credo l'avrei lanciato contro il muro dopo il terzo "amen", ma non l'ho fatto.

Frasi brevi, troppo brevi, che vogliono essere "fotografiche" senza riuscirci, espresse male anche dal punto di vista grammaticale.

Scrive in dialetto, senza ricercare un linguaggio appropriato all'epoca o all'estrazione sociale del personaggio.

Non mi è piaciuto. 

Anzi, era insopportabile, con scene di sesso spinte e volgari, in modo assolutamente inutile.

Le storie potrebbero essere promettenti se fossero analizzate e raccontate in modo più profondo.

E poi ogni tanto se ne esce con una frase che ti fa capire perchè questo Bislacco (soprannome da me affibiatogli) ha scelto di darsi all scrittura e non all'ippica.

Ma cinque frasi in un romanzo non bastano per farne un romanzo valido.

Più che altro sembra che lo scrittore faccia il cretino apposta, e io non mi spiego come uno capace di certe considerazioni possa poi ripetere "cioè, la cosa era complicata" una, due, tre volte...

E ripete anche altro, inutilmente, infinite volte, finché arrivi a domandarti se stai rileggendo la stessa riga o stai procedendo nella lettura. E realizzi che stai procedendo, ma che è come rileggere la stessa riga, risentire lo stesso concetto.

Questo Baricco dimostra la sua capacità di scrivere nei libri che sono seguiti, non tutti li consiglierei, ma sono decisamente meglio di "Castelli di rabbia"

Perché sono andata avanti nella lettura di un libro così?

Perché volevo dirvi quanto e perché non mi è piaciuto, perché un libro cominciato non si abbandona, perché volevo trovare qualcuno con cui condividere le mie letture e poiché nessuno dei miei familiari ha preso in considerazione i miei suggerimenti letterari ho dovuto adeguarmi e ho scelto di leggere un libro che mi è stato caldamente sconsigliato, questo, ed uno che mi è stato caldamente consigliato, rispettivamente da mio padre e mia madre.

Mi sono trovata d'accordo in tutto e per tutto con mio padre, il quale dice che ci sono all'incirca tre pagine che salverebbe di tutto il romanzo, mettendo insieme tutte le cose ben scritte che abbiamo trovato.

Io sostengo che dire che una pagina è valida è già essere benevoli, e quando penso a cosa mi ha lasciato, che cosa mi ha colpito, dico: nulla.

Scrivere questa recensione mi ha richiesto una semi-rilettura, e nonostante sapessi cosa aspettarmi sono stata ugualmente e nuovamente infastidita dalla volgarità e dalle continue ripetizioni...che spero non influenzino il mio modo di scrivere...

Su