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"Cittadina di seconda classe" di Buchi Emecheta

cittadina.jpegAutore: Buchi Emecheta 

Tre aggettivi: impegnativo, crudo, diretto

Perchè leggerlo? Per sentire e alimentare la voglia di emanciparsi.

 

Un romanzo sull'emancipazione delle donne.

Adah è una donna nigeriana.

I genitori non volevano neanche mandarla a scuola, avevano risparmiato soldi solo per gli studi del fratello Boy, ma lei avvertiva una presenza che la guidava nelle sue scelte e convinse la madre a mandarla alla scuola pubblica, dato che possono permettersi quella privata solo per il fratello.

La madre voleva farle lasciare la scuola quando avesse imparato a leggere e scrivere per farle fare la sarta.

Ma Adah è andata avanti a studiare anche se le è costato caro.

Per poter frequentare l'università ha sposato Francis e si è sottomessa ai suoceri, che non vedono di buon occhio le donne come lei perchè potrebbero ribellarsi ai loro uomini. E le stesse donne non vogliono cambiare una situazione che è la stessa e collaudata da secoli, anche se questo migliorerebbe la loro condizione, rendendole più libere e dando loro una dignità.

Fa la bibliotecaria e lavora con gli americani, vive una vita agiata e guadagna più di molti uomini, ma il suo sogno è la metropoli londinese.

I suoceri non sono propensi a lasciarla partire, ma con mille lusinghe riuscirà a convincerli e messi i figli sulla nave, raggiunge il marito, partito prima di lei.

I problemi cominciano non appena scende dalla nave.

La casa scelta da Francis è una topaia e anche se potrebbero permettersi una sistemazione migliore hanno le mani legate perchè nella maggior parte dei casi nessuno vuole affittare a persone di colore.

Adah lotta per la sua dignità, per tenere vicini i suoi figli quando vede tutte le altre donne nere darli in adozione, per l'indipendenza e per diventare una scrittrice.

Perchè questo romanzo è in parte autobiografico.

Trama impegnativa, che non mi ha entusiasmato, forse per il ritmo narrativo che, povero di espressioni dell'umore e dei ssentimenti, la rende sterile.

Tutto molto crudo e diretto, un po' poco introspettivo.

 

Lo avevo letto due anni fa. Vista la repressa e deprimente condizione di alcune donne del nostro tempo e soprattutto della nostra società, mi è presa la voglia di rispolverarlo e di pubblicare la mia recensione in occasione delle manifestazioni che le donne terranno per il giorno 13 febbraio.  L'appuntamento è in tutte le piazze italiane e vale per tutti non solo per le donne. Emancipiamo questo paese. 

 

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