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"Honeymoon" di Banana Yoshimoto

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Autore: Banana Yoshimoto

 

Il bello delle pulizie in casa è che puoi inciampare in buoni romanzi da troppo tempo abbandonati e dopo un lungo periodo a digiuno di libri finalmente hai qualcosa di nuovo da leggere. Ti metti comodo e rimandi i lavori casalinghi. Ti butti in una storia.

Due ragazzi giovani sposati, che sono stati vicini di casa e amici sin dai primi anni di età, dopo una serie di sfortunati eventi, decidono di partire per una luna di miele per riprendersi ed imparare ad affrontare la vita insieme in modo maturo.

Questi sono Manaka e Hiroshi, i due protagonisti, ed ecco il sunto della storia.

Si potrebbe parlare un po' più approfonditamente di questi eventi, ma non credo che sia rilevante ai fini della recensione.

Questa storia è semplice e diretta, non vuole essere straordinaria e non è banale, è credibile, e parla di due persone. Cosa c'è di più semplice? 

Cosa la rende bella? Cosa la rende speciale?

Forse è la capacità di questa autrice di descrivere i personaggi e di usare la prima persona, forse è perchè si parla di amore in modo semplice e non ci siamo più abituati, e magari anche perchè è un po' malinconico.

"Semplice" è decisamente la parola chiave.

Lo promuovo a destra e a manca perchè trovo che sia una specie di flusso di coscienza travestito da romanzo.

In senso positivo: mi sembrava che Banana Yoshimoto mi avesse aperto il suo cuore, proprio come mi era successo leggendo "Paula" di Isabel Allende.

Mi sentivo onorata, ecco.

Come se quel romanzo fosse stato scritto per me, anche solo in minima parte, come se questa donna che ha una straordinaria capacità come scrittrice avesse avuo in mente di farmelo leggere.

Non è facile parlare di amore senza menzionare sesso, corteggiamento, tradimento. E tra questi due non serve parlarne: il sentimento che li unisce sembra quasi il logico proseguimento di un'amicizia fraterna di due bambini. Non sembra neanche strano, nella lettura. Non si sente la mancanza di nessuna di queste cose.

Come ci riesce? E' capace di farteli vedere, i personaggi, anche se non ti dà uno straccio di dettaglio sul loro aspetto fisico, e non è che ti servano a molto, perche te li trovi sotto gli occhi, riesci quasi a sentire la loro voce.

Entrano nella tua vita in punta di piedi e si stabiliscono in qualche angolo del tuo cuore. Da lì, nessuno li schioda più, perchè sono vivi, e te li porti dietro. Non pesano niente.

Questa lettura così dolce e poetica mi ha assorbito per due giorni e mi ha colpito. Vi suggerisco di dare una chance a questo libro.

Perché leggerlo? E' una storia veramente breve, un concentrato di spiritualità, onestà e sentimento, un soffio d'aria fresca e profumata, intrisa di sogni come lo è la trama di questo romanzo.

Pensando a "Honeymoon" mi torna la voglia di mangiare udon, come quelli che Manaka serve a Hiroshi, che li divora, forse perchè pur non avendoli mai assaggiati li associo automaticamente all'atmosfera che ho percepito nella storia, che mi è tanto piaciuta, e in cui ogni tanto vorrei essere trasportata.

...Con questi presupposti, una volta o l'altra finirò per farne una scorpacciata.

Nel frattempo mi sazio con altri libri!

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