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"Il GGG"di Roald Dahl

ggg.jpg Autore: Roald Dahl


Ritengo doveroso scrivere di questo libro, il primo che ho letto, o meglio divorato.
Avevo cinque anni.

Roald Dahl è uno scrittore per bambini e lo ricordo con simpatia perchè le sue storie sono tenere e fantasiose. Il GGG è il Grande Gigante Gentile.
Il significato stesso della sigla lascia intendere qualcosa dei protagonisti: una bimba orfana ospite in un istituto viene a conoscere per caso dell'esistenza dei giganti. Il GGG la rapisce portandola via attraverso la finestra perchè nessuno deve sapere della comunità dei giganti che vivono lontano dalle città. Dopo tanta paura e diffidenza la bambina fa amicizia col curioso gigante che parla in modo disarticolato e naturalmente buffo. La bambina lo corregge senza averne più timore e si schiera al suo fianco per combattere i giganti cattivi.
Vivrà col gigante in una caverna colma di vasetti e bottigliette variopinte contenenti i bei sogni destinati ai bambini che il GGG distribuisce ogni notte e si rivolgeranno alla regina per mettere in salvo l'umanità dai cattivi.
La storia è semplice ma davvero molto carina oltre che originale.

Chi desiderasse che un bambino, che ha appena iniziato a leggere, si avvicini e si appassioni alla lettura deve proporre Roald Dahl che coi suoi molti racconti, alcuni dei quali brevi, presenta un mondo tutto particolare e fatto di personaggi strani frutto di una fervida e fantasiosa mente creativa. 

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bea 03/02/2010 19:40


cara Ariel, non mi dire! Il GGG è appena stato letto a tutta la classe dalla prof. di italiano di Marco. Gli alunni avevano il compito di andarsi a prendere la propira copia in biblioteca. Ti
confermo che il libro è stato apprezzato perchè molto simpatico.....ma sai qual'è la cosa che mi è ri
masta più impressa? anzi più impressa a quella mandria si sfaccendati: dando un veloce scorcio alle pagine hanno, guarda un pò, subito individuato una frase a metà del libro che la prof avrebbe
dovuto leggere ad alta voce in classe tra le risate di tutti. Aspettavano con ansia il punto in cui il protagonista dice:" c'è un (qualcosa, non ricordo)di m.r.a" .
Questo, per loro, era il valore letterario del testo!
Me tapina! Altro che introduzione alla lettura!
Meno male che ci sei tu per bilanciare questo sfacelo culturale.
Ciao
Un bacio a Ramo (sta per caso cercando di acciuffare qualche goccia che scende dal rubinetto?)


Ariel 05/16/2010 19:26



Ciao Bea!!!


Ti dirò...del passaggio m.r.a non ricordo molto perché ero più piccola di Marco quando l'ho letto ed ero rapita dalla storia che è più adatta a ragazzini più piccoli di lui, forse perché la
fantasia ha bisogno di essere sempre più alimentata man mano che si diventa grandi perché quando sei piccolo sogni col racconto che leggi...


Proponi a Marco un bel fantasy tipo "Eragon" o Harry Potter (Può cominciare col primo e se si appassiona...).


L'errore che molti insegnati commettono è di propinare la lettura come un dovere quando i ragazzi dovrebbero vederlo come un viaggio, una cosa che se non la fai non sai cosa ti perdi...


Ramon ha lasciato perdere le gocce d'acqua del rubinetto e ha deciso che per dissetarsi da ora in poi berrà solo dai nostri bicchieri lasciati in giro anche se ha qualche problema a farci entrare
il musetto...


Baci! 



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