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"L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera

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Autore: Milan Kundera

 

Trovando questo famosissimo romanzo sugli scaffali di letteraura russa della mia biblioteca e credendo che effettivamente l'autore fosse russo, decido che voglio leggerlo: mi sto interessando alla cultura russa, e il titolo promette bene.

In realtà Kundera è un drammaturgo nato in Cecoslovacchia, l'attuale Repubblica Ceca, e la sua storia non è ambientata in Russia ma nella capitale della Repubblica Ceca, Praga.

La storia narra le vicende di quattro artisti e intellettuali in un periodo tra la Primavera di Praga e l'invasione da parte dell'unione Sovietica.

Il cosiddetto "quartetto di Kundera" si compone di personaggi molto diversi le cui vite vengono seguite e analizzate fino alla fine.

Pare che il romanzo sia basato sulla concetto di unicità della vita, riassunto con tre parole: "Einmal ist Keinmal".

Tradotto: ciò che è successo una sola volta, è come se non fosse mai successo.

Le scelte che si susseguono nel romanzo e che danno forma alla storia hanno una componente leggera, poichè sembrano immediate, automatiche, quasi irrilevanti ai fini della trama, ma la loro insostenibilità sta ovviamente nel fatto che portano a conseguenze dalle quali non si può sfuggire.

Per formulare una spiegazione semplice, personale e ingenua come questa ho ragionato molto su questo romanzo, cercando di prendere le distanze da esso e rileggendo alcuni passaggi che consideravo cruciali.

I quattro protagonisti, Tomas, Tereza, Franz e Sabina, sono inquadrati senza ricorrere a sequenze semplicemente descrittive: lo scrittore riesce quai a farci percepire la loro presenza attraverso l'analisi di quelli che spesso appaiono dettagli trascurabili.

Non posso dire che abbia una trama, ed è superfluo ariassumerla, poichè ciò che rende questo romanzo un capolavoro non è la scelta di una storia stupefacente, quanto la sensibilità, la delicatezza e la precisione con cui l'autore la racconta, analizzandola in profondità.

Non credo si possa spiegare quanto mi ha dato questo romanzo: ho trovato molti passaggi talmente commoventi da aspettarmi di piangere da un momento all'altro, ma non succedeva mai, forse perchè, per quanto l'autore riuscisse sempre a toccarmi il cuore, era in grado anche di farmi mantenere una specie di distanza di sicurezza con quello che leggevo, in modo che il coinvolgimento non diventasse doloroso per quanto intenso.

Milan Kundera lascia spazio alla nostra immaginazione: ci dà poche semplici direttive per permetterci di figurarci il personaggio e ci consente di aggiungere dettagli con la nostra fantasia, così che, forse, ognuno legge nello stesso libro una storia diversa, una specie di storia su misura, che si adatta a qualsiasi situazione o stato d'animo che il lettore sta vivendo.

Questo romanzo mi ha particolarmente entusiasmato poichè tra le sue pagine ho trovato una visione dell'amore e del romanticismo completamente nuova rispetto a tutto ciò che ho leto fin'ora, ho apprezzato la chiarezza con cui mostra tutti i lati oscuri e, a volte dal punto di vista etico, "proibiti" del sentimento senza che esso perda in dignità ed intensità.

Raccomanderei a chiunque di leggerlo, nonostante alcuni passaggi abbiano un contenuto filosofico quasi criptico per chi non se ne intende. Ho dovuto colmare la mia ignoranza in materia facendo piccole ricerche in internet o rispolverando testi di filosofia da tempo dimenticati, e spesso mi ritrovavo a pensare che forse, Milan Kundera aveva creato quel romanzo solo per esprimere il suo pensiero e condividere le sue conoscenze, e che solo dopo aveva deciso, qua e là, di buttarci una storia in minima parte coerente.

E poi, dopo qualche altra pagina, coglievo la coerenza che mi sfuggiva in precedenza e continuavo la lettura, incantata.

 

Tirando le somme: questo romanzo va letto.

 

I più potranno non considerarla una lettura leggera o come si dice "da spiaggia", ma io l'ho trovato semplicemente meraviglioso, così coinvolgente da leggerlo anche in autobus.

Credo che romanzi come questo permettano di fare dell'introspezione, forse posso annoverare "L'insostenibile leggerezza dell'essere" tra i libri che mi hanno davvero cambiato la vita perchè ha ribaltato il mio modo di vivere le cose e ampliato la mia visione del mondo.

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