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"La regina dei castelli di carta" di Stieg Larsson

 

Tre aggettivi: interessante, trascinante, dettagliato

Perché leggerlo? Per vedere come va a finire la storia di Lisbeth Salander e per buttarsi in un'indagine interessante e ben scritta.

 

Il processo a Lisbeth Salander incombe.

Tutte le prove sono contro di lei.

Dalla sua ci sono il suo amico, il mitico Mikael Blomkvist, il fidato capo, Dragan armanskij il direttore della Milton Security, e una manciata di abili hacker.

Tutti i dipendenti di Millennium, il giornale scandalistico fondato da Blomkvist, seguono disperatamente le tracce di Zalachenko, l'uomo responsabile di tutti i problemi di Lisbeth, un disertore russo a cui i servizi segreti negano di aver mai dato asilo politico.

Lisbeth è sua figlia.

L'uomo, nel corso della vita della nostra protagonista e delle sorelle, appariva solo per stuprare e picchiare la loro madre.

Lisbeth, a differenza della sorella Camille, non poteva far finta di niente e si era organizzata per liberarsi per sempre di quel padre violento.

Aveva saltato parecchi giorni di scuola per badare alla madre, ma un giorno il padre era arrivato mente lei non c'era.

Lisbeth l'aveva visto uscire di casa ed entrandovi aveva trovato la madre per terra svenuta.

Allora aveva rincorso il padre e, mentre questo metteva in moto la propria macchina, lo aveva innaffiato di benzina e gli aveva gettato un fiammifero addosso.

L'incendio non era passato inosservato e gli altri abitanti del quartiere avevano chiamato la polizia.

Lisbeth era stata rinchiusa in un istituto a 12 anni, senza aver mai potuto raccontare la sua versione dei fatti.

Zalachenko gestisce ormai da anni un'attività di trafficking, che lascerà in eredità ai suoi figli maschi, ed è responsabile degli omicidi di Dag Svensson, Mia Bergmann e di Nils Bjurman, il tutore di Lisbeth, nel romanzo precedente ("La ragazza che giocava con il fuoco").

Zalachenko è un gangstar furbo e al suo servizio ha Niedermann, uno dei molti figli che ha sparso in giro per il mondo, al quale aveva commissionato gli omicidi.

Niedermann è un omone tutt'altro che raccomandabile che soffre di una malattia rarissima: l'analgesia congenita. Non percepisce il dolore.

Adesso è in fuga, ricercato per l'omicidio di un poliziotto, mentre il padre è in ospedale per delle ferite che Lisbeth gli ha procurato andando a cercarlo nel suo covo segreto, rimendiando anche lei un paio di proiettili nel cranio e sopravvivendo per miracolo dopo essere stata sotterrata viva.

Il gangstar nega di fronte alle accuse dei poliziotti e cerca di spostare l'attenzione sulla figlia, ma Mikael e Dragan non abbandonano Lisbeth, le trovano un abile avvocato, Annika Giannini, la sorella di Mikael, e pedinano tutti coloro che sono implicati nella vicenda.

Questa è la resa dei conti.

Sarete soddisfatti dal finale della saga Millenium, che forse però non era finita, dato che pare che prima della morte Stieg Larsson avesse cominciato un quarto romanzo...

In ogni caso è bello vedere che tutto si risolve e che i "cattivi" ricevono le punizioni che meritano e alla fine tutto va per il meglio

Voce Libera 01/29/2012 20:49


Scusami se intervengo in maniera non pertinente: se passi sul mio blog c'è un premio per te. :)

Ariel 02/01/2012 23:07



il tuo intervento è sempre gradito e sempre pertinente, sono lusingata, soprattutto perchè l'apprezzamento proviene proprio da te.


La tua voce libera esprime la tua sensibilità e la tua curiosità, non solo riguardo ai libri. Non ho che da seguire l'esempio.



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