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La trilogia di "Hunger Games" di Suzanne Collins

Tre aggettivi: interessante, coinvolgente, scorrevole

Perché leggerlo? Per riflettere, per renderci conto che non dobbiamo mai lasciarci sottomettere da niente e da nessuno, per smettere di essere pedine di un sistema che non ci considera come meritiamo. Perché tratta in maniera disinvolta temi molto attuali.

Una serie di libri meravigliosi.

 

La protagonista è Katniss, ragazza determinata, responsabile e sveglia. 

Da quando ha undici anni si occupa della madre e della sorella.

Insieme a loro abita nel Distretto 12, uno dei Distretti più poveri di tutta Panem (che è il nome che avrà il Nord America in futuro), completamente sottomesso a Capitol City. L'economia del Distretto di Katniss è basata sul carbone, ma i suoi abitanti non possono entrare nelle miniere prima del compimento dei 18 anni.

Katniss per mantenere la sua famiglia deve quindi cacciare illegalmente nei boschi con l'amico di sempre, Gale.

A occuparsi del rispetto della legge nei Distretti ci sono i Pacificatori, figure crudeli che arrivano a punire con la forca i ladri, costretti a rubare per fame.

Capitol City, la capitale di Panem, si diletta guardando in tv gli Hunger Games, giochi violenti in cui i partecipanti sono ragazzi tra i 12 e i 18 anni, un maschio e una femmina da ogni distretto, che dovranno uccidersi l'un l'altro. L'unico sopravvissuto si guadagna la gloria, un alloggio lussuoso nel suo distretto, denaro a palate, una fornitura a vita di viveri e l'esonero a vita dalla Mietitura, la cerimonia annuale durante la quale vengono scelti i partecipanti agli Hunger Games, chiamati Tributi (sinonimo di "cadaveri").

Il giorno della Mietitura, Katniss si sveglia cercando nel letto il calore del corpo della sorellina, Prim, che però è andata a dormire nel letto della madre, troppo preoccupata al pensiero della cerimonia. Prim ha 12 anni, e sta per partecipare alla sua prima cerimonia.

Le possibilità che il suo nome venga estratto per partecipare ai Giochi sono quasi inesistenti.

I dodicenni hanno una sola nomina, ma anno dopo anno ne guadagnano altre, quindi i ragazzi più grandi sono anche quelli più a rischio.

Partecipare alla cerimonia è obbligatorio, e le riprese di questa vengono mandate in onda a Capitol City, per la gioia dei suoi abitanti.

Gli Hunger Games sono stati ideati quando i Distretti, inizialmente 13, hanno cercato di ribellarsi a Capitol City. Dodici di essi sono stati sconfitti, il tredicesimo distrutto.

I Giochi hanno lo scopo di ricordare agli abitanti dei distretti che Capitol City può controllarli.

I Distretti sopportano queste angherie (parola che mi rimanda al titolo, azzeccatissimo: "Hunger Games", giochi della fame e quindi crudeli) da 75 anni.

Durante la Mietitura, Katniss non perde tempo a preoccuparsi per la sorella, ovviamente presa a sperare di non essere estratta come Tributo.

Ma, contro ogni probabilità, Primrose Everdeen viene chiamata sul palco.

Katniss non riesce a crederci, ma deve reagire.

Non può lasciare morire la sorella.

E decide di sacrificarsi al posto suo, offrendosi volontaria.

Il Tributo maschio è Peeta Mellark, un ragazzo che anni prima aveva offerto a Katniss del pane per sfamare la sua famiglia.

La ragazza non aveva mai avuto l'occasione di esprimergli la sua gratitudine e farlo dentro un'Arena dove è obbligata a ucciderlo non le sembra pensabile.

Non c'è modo di fuggire, Katniss non può in alcun modo evitare gli Hunger Games.

Viene seguita da uno staff di preparatori che devono renderla irresistibile, dato che l'esito degli Hunger Games dipende dal sostegno degli sponsor, che inviano doni ai ragazzi nell'Arena e che li scelgono in base alle possibilità che gli stessi hanno di vincere.

Katniss viene assistita da Cinna, uno stilista che avrà un ruolo molto importante e che farà di lei una figura affascinante e ribelle: la Ragazza in Fiamme.

In una settimana ho divorato la trilogia di Hunger Games, e posso dire che il primo è il migliore, ma anche gli altri sono meravigliosi.

Quando mi separavo dal libro e facevo altro, mi trovavo immancabilmente a pensarci, se correvo a volte mi sembrava di trovarmi nell'Arena e di sentire l'ansia di un assassino che m'inseguiva, tanto ero presa da questo romanzo.

La Collins ha la capacità di trasmettere le sensazioni dei protagonisti ai lettori, e i suoi personaggi ti entrano dentro e ti restano nel cuore.

Vorrei scrivesse ancora una decina di romanzi della saga, ma credo che non darebbero gli stessi risultati di questi tre, che, se non è chiaro, vi consiglio vivamente di leggere.

Adesso devo dedicarmi alla ricerca di un libro, perchè la mia scorta si sta esaurendo troppo rapidamente e odio non avere un libro con cui passare le serate...

Alla prossima!

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