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"Se questo è un uomo" di Primo Levi

Tre aggettivi: drammatico, intenso, storico

Perché leggerlo? Per intraprendere un viaggio dentro la psicologia umana.


Questo romanzo mi ha fatto riflettere su quanto diamo per scontato nella nostra vita.

Non diamo valore a tutta la ricchezza che ci circonda, alla libertà che ci siamo guadagnati perchè l'abbiamo sempre avuta.

Primo Levi ci racconta nel suo romanzo della sua deportazione ad Auschwitz e ci fa vedere la grande miseria di quell'epoca oscura in cui gli ebrei venivano perseguitati e trattati come criminali, torturati dalle SS e prigionieri di un lager finalizzato a umiliarli e trasformarli in quello che i nazisti li ritenevano: animali.

E' raccapricciante pensare che le famiglie venivano separate, i papà non rivedevano più le figlie, che se erano grandi abbastanza da poter lavorare sopravvivevano mentre se erano troppo giovani finivano nella camera a gas.

I persecutori rendevano la vita impossibile ai prigionieri, e solo i più fortunati riuscivano a migliorare le loro condizioni di vita mentre i più deboli declinavano lentamente.

Non è vergognoso vivere sulle spalle dei propri simili, annientandoli per trarre vantaggio?

Questo non è un libro nato dalla fantasia di Primo Levi, è la sofferenza che ha vissuto e l'autore ci chiede di immedesimarsi e condividere la sua sofferenza e la sua prigionia, o solo di capacitarci di quanto la natura umana possa essere crudele.

Perché è di genocidio che parla questo romanzo, un genocidio reale, espresso con parole asciutte e che ci pone continuamente stimolanti riflessioni.

E resta sempre attuale, capace di farci comunicare con gli antri più oscuri e insopportabili della nostra natura.

C'era qualcuno che si opponeva alle SS?

Certo, le ribellioni dovevano esserci (una viene raccontata nel libro) ma i responsabili venivano uccisi dopo essere acciuffati, e se la facevano franca, i nazisti non si facevano scrupolo a uccidere per rappresaglia decine di persone a caso.

Un modo come un altro per intimidire i prigionieri.

Può essere dimenticato questo periodo, solo perché non è piacevole da ricordare?

No: dobbiamo imparare dal passato e sconfiggere l'intolleranza...e imparare a essere grati per la fortuna che abbiamo di tornare a casa ogni sera e trovare la nostra famiglia sorridente e la tavola imbandita.

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