The Witcher - A Netflix Original

Geralt di Rivia e le sue avventure sono approdate su Netflix, e l’aspettativa di chi ha giocato al videogioco o letto i libri era altissima. 
Netflix si è dimostrato all’altezza?

Di tutta la saga, ammetto, non ho letto che qualche racconto, e devo dire che non mi sono dispiaciuti, nonostante fossero scritti proprio con lo stile dei fantasy da ragazzi. 
La trama è originale, qualcosa di nuovo, almeno per qualcuno che abbia una conoscenza del fantasy nella media, e l’ambientazione in un mondo medievale immaginario è molto interessante, si capisce proprio che l’autore ha costruito un suo universo con leggi che scopri man mano che va avanti la lettura e creature fantastiche ispirate al folklore.

Posso dire che Netflix mi ha soddisfatta, anche se forse non è un giudizio obiettivo visto che la sola idea di guardare una serie fantasy mi ha esaltata (sono in lutto da quando Game of Thrones è miseramente finito), e l’entusiasmo con cui ho cominciato the Witcher è stato a dir poco esagerato. 
L’ho guardato per intero, in italiano, e poi in inglese, la mia regola è che per giudicare una serie Netflix bisogna vederla in lingua originale (le traduzioni che fanno certe volte mettono i brividi e le voci... lasciamo stare).

Mi è piaciuto, anche se a volte i costumi sembravano quelli della recita di terza elementare e Geralt ha la stessa espressività che rese grande Bella Swann in Twilight (per capire questo riferimento basterà scrivere su Google “Bella Swan memes”), non disturba più di tanto la confusione tra le linee temporali, ci vuole un po’ a fare ordine, però poi ci si riesce. 
Gli attori li sono abbastanza azzeccati, colpisce Anya Chalotra, che interpreta Yennefer, e che per me era una completa sconosciuta, tra i tre protagonisti è la migliore a mani basse, si può dire che la serie l’abbia caratterizzata bene, il suo motto “Io voglio tutto” è promosso a pieni voti, buona performance, in sintesi. 
Ciri: cosa c’è da dire su Ciri? Poco chiaro quando si svolga la sua storia, ci sono due linee temporali che si incontrano, lei dovrebbe essere il presente mentre Geralt e Yennefer sono il passato, ma nella settima puntata si perde il filo. 

Dovessi dare un punteggio a the Witcher in una scala da 1 a 10, sarebbe un 7 e mezzo, si può migliorare (nemmeno Game of Thrones era perfetto all’inizio), passiamo sopra a tutti i piccoli difetti della serie perché nonostante le pochissime puntate gli autori hanno saputo trasportare gli spettatori nella realtà di Geralt e a incuriosirli, stimolando la voglia di esplorare l’universo del Witcher.

Ne aspettiamo il seguito con entusiasmo, adesso, sperando che la seconda stagione abbia come minimo una quarantina di episodi, perché otto bastano appena per il riscaldamento.

Bella e la sola faccia che fa in tutta la saga

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