"Oceano mare" di Alessandro Baricco
Tre aggettivi: ripetitivo, superficiale, scialbo
Perchè leggerlo? Non leggetelo, non è né leggero né coinvolgente né niente. Non vale la pena perdere così il proprio tempo
Il titolo non m'ispira.
E la storia è troppo confusionaria.
No, neanche questo libro di Baricco mi ha convinto delle sue capacità: è superficiale, non si esprime bene dal punto di vista grammaticale e, come ho riscontrato in "Castelli di rabbia", si ripete, e indugia su particolari inutili.
Nulla da salvare.
Storie senza capo nè coda, una serie di vite che arrivano a confluire alla locanda Almayer, presa in prestito da un altro scrittore.
La storia è ambientata nell'800, e i personaggi sono particolari e fantasiosi, ma le loro avventure e disavventure sono narrate in modo banale e sterile, tipico di Baricco, tenta di impressionarti ma non riesce. Rimani lì, pensando che quel libro promette molto, e tre righe sotto ti delude e ritorni a leggere una roba in dialetto che non ti prende.
L'autore, che sembra voglia esprimersi in maniera ricercata quando è nel ruolo di narratore, ma si esprime usando espressioni esagerate e inutili nel contesto, vuole dare al suo stile un tocco raffinato, ma non riesce.
La semplicità è sempre l'opzione migliore, quando non si scrive di getto.
Questo suo modo di scrivere così ricercato, che rimane però sgrammaticato è goffo e ridicolo...
Non lo consiglio, mi ha annoiato e non mi ha lasciato veramente nulla, silenzio, insoddisfazione. Un bel libro, ti da ben altro.